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D. 29/03/2006 n. 96
• approfondire la valutazione quantitativa degli impatti sull'atmosfera, in corso d'opera, a partire da un livello conoscitivo di maggiore dettaglio della programmazione delle attività di cantiere, considerando altresì i contributi emissivi da attribuire alle singole attività ed ai diversi lotti; valutare altresì gli impatti e i relativi interventi mitigativi che scaturiscono dallo scavo della galleria Castelgomberto-Malo;
• preventivamente all'apertura dei cantieri venga effettuata in tutte le aree interessate dall'opera in progetto una accurata ricognizione di superficie, eventualmente integrata, se ritenuto opportuno e solo per situazioni specifiche, da prospezioni geofisiche (elettriche e/o magnetiche), che in ogni caso dovranno essere successivamente controllate con l'apertura di saggi di verifica. A seguito della valutazione dei risultati di tali operazioni preventive potranno essere richiesti sondaggi di accertamento in aree indiziate ed eventuali scavi archeologici di preesistenze antiche individuate. La successiva apertura del tracciato, così come tutti gli interventi che comportano opere di scavo, dovranno essere effettuati con assistenza archeologica, con la previsione di indagini archeologiche in estensione delle strutture antiche eventualmente emerse e la possibilità di emissione di ulteriori provvedimenti di tutela ai sensi del decreto legislativo n. 42/2004. Le operazioni di verifica preventiva e di scavo archeologico dovranno essere effettuate da operatori qualificati di provata competenza nel settore specifico, con onere non a carico della Soprintendenza che si riserva la direzione scientifica degli interventi archeologici. II - Raccomandazioni
A) In generale Il progetto definitivo deve:
• nei tratti dove si realizzano gallerie artificiali rinaturalizzare le coperture, utilizzando terreno vegetale in spessore tale che sia possibile la piantumazione di specie erbacee ed arbustive e, ove possibile, arboree, destinando le aree così recuperate a spazi verdi per il tempo libero;
• nel tratto compreso tra il km. 49+000 e il km 50+000, approfondire la progettazione del tracciato evitando per quanto è possibile il passaggio tra la cava esistente e l'adiacente discarica evitando comunque l'abbattimento di fabbricati esistenti;
• assicurare con la viabilità complementare e di collegamento la permeabilità della S.P.V. con la viabilità minore e con i numerosi poli produttivi/ industriali, al fine di conseguire l'obiettivo del decongestionamento della viabilità locale dei numerosi centri urbani interessati;
• predisporre quanto necessario per adottare, prima della data di consegna dei lavori, un Sistema di gestione ambientale dei cantieri secondo i criteri di cui alla norma ISO 1400 1 o al Sistema EMAS (Regolamento CE n. 761/2001);
• nell'estensione del progetto definitivo perseguire la massima coerenza con le richieste degli enti amministrativi locali e di quelli di gestione delle aree protette interessate dal tracciato;
• approfondire gli aspetti estetici dei manufatti (riducendo, ove possibile, le dimensioni, studiando le sagome, i colori, i materiali, etc.) e studiare adeguatamente le modalità del loro inserimento nel paesaggio, privilegiando opere di finitura simili a quelle tradizionali;
• per il migliore inserimento paesaggistico delle opere d'arte realizzare una progettazione definitiva integrata paesaggistico-architettonica delle infrastrutture (rilevati, trincee, ponti, etc.) tale da poter permettere il miglior inserimento dell'opera nel paesaggio e mitigarne di conseguenza l'effetto di cesura territoriale, perseguendo anzi un obiettivo di massima deframmentazione delle unità di paesaggio.
B) Strada provinciale n. 246 «Di Recoaro» Nel tratto a nord della S.R. 11 e fino alla zona industriale-artigianale di Arzignano, il progetto prevede la realizzazione di «controstrade» di collegamen- to in affiancamento all'asse principale. Considerati i carichi di traffico ivi previsti, si ritiene opportuno raccomandare la verifica per l'allargamento delle complanari stesse, da due carreggiate monodirezionali con una corsia per senso di marcia a due carreggiate monodirezionali con due corsie per senso di marcia.
C) Svincolo Montecchio M.re-Arzignano Si raccomanda di valutare una configurazione geometrica dello svincolo di Montecchio M.re-Arzignano in corrispondenza all'interferenza con la S.P. 1, studiando in particolare la compatibilità con il contesto territoriale preesistente e la già suggerita opzione di controstrade con due corsie per senso di marcia. III - Prescrizione relativa alla variante 10 Il Ministero dell'ambiente sceglie la soluzione A-Nord che consente il superamento dell'area SIC essendo il tracciato completamente al di fuori dell'area SIC. Il Ministero dei beni ed attività culturali - Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio delle province di V
enezia, Belluno, Padova e Treviso preferisce e sceglie la soluzione B-Sud che prevede un tracciato della superstrada a 900 m circa dal cimitero di Spineda dove si trova la tomba monumento Brion Vega dell'architetto Carlo Scarpa. Con tale soluzione il tracciato attraversa le aree SIC. Il MIT sceglie la soluzione 10A con la condizione di individuare opportune soluzioni paesaggistiche che mitighino il più possibile le relazioni del cimitero con il paesaggio circostante. Si ricorda che il tracciato della soluzione 10A non interferisce fisicamente con il cimitero e passa in trincea nel punto più vicino ad una distanza di 200 m ben oltre il limite della fascia di rispetto cimiteriale.
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